L’amante proibita

- Impronte

La collina natale, per Cesare Pavese, è un modo di vivere. Ma se anziché idillica e matrigna, rifugio e illusione, più che terra d’amore fosse una amante proibita? Attorno a questa domanda ruota la plaquette, che presenta una variazione particolare sull’argomento. «Ogni romanzo,» infatti, «ogni racconto, ogni poesia sembra ripetere la stessa domanda da un’angolazione differente, come se l’autore tentasse tramite la lingua e la propria vicenda, di circoscrivere un nucleo irrisolto dell’esistenza. In quello spazio di tensione si colloca dunque la collina pavesiana, la quale non è mai un semplice scenario, ma una presenza viva. Chiamarla amante non è una provocazione retorica, semmai una scelta concettuale precisa. La collina, il paese natale non assume, nell’opera di Pavese, i tratti rassicuranti della casa, della patria pacificata. Seduce e respinge, promette salvezza e al contempo lacera, affligge; conforta e poi abbatte come un’amante amata senza misura, cercata nella distanza, impossibile da trattenere senza essere sicuri – così facendo – di perderla. L’aggettivo proibita, quindi, non allude a un divieto esterno o sociale, ma a una barriera interiore: non si può rinunciare a ciò che si è diventati».

A cura di Lucrezia Lombardo.

Michela Mastantuono è nata nel 1996 a Ripacandida, un borgo sulle colline lucane. Laureata in Lettere moderne all’Università di Chieti-Pescara con una tesi su Cesare Pavese, ha conseguito il titolo magistrale in Filologia Moderna presso l’Università di Firenze con un lavoro sull’opera autobiografica di Goliarda Sapienza. Appassionata di letteratura, con una predilezione per gli autori e le autrici del Novecento italiano, collabora con LuciaLibri e Universo Letterario.

L’opera sarà reperibile dal giorno 14 febbraio 2026 in tutte le librerie fisiche e virtuali, oppure da oggi al link https://www.divergenze.eu/prodotto/lamante-proibita/ in copia numerata e senza alcuna spesa di spedizione.


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