Testa o croce

14,50 

In un bar nei vicoli di Genova si incontra parte di quell’umanità che non ce l’ha fatta, e mica ad arrivare chissà dove, ma a vivere con serenità perfino i giorni in cui il fato è benevolo.

Descrizione

«A tarda sera, mentre svuotava la valigia sul letto, si sentì invaso da un senso di appartenenza e responsabilità. Quei due marmocchi meritavano qualcuno che li accudisse, pure sbagliando, ma che almeno li amas­se dal profondo. Indugiò nella vasca idromassaggio – sognando di addormentarsi dentro leggendo un fumetto – e si stese lungo quant’era coi piedi a premere sui bordi. Sarebbe ri­masto in quella posizione a vita, una vita fino allora difficile da interpretare però in qualche modo agevole, e d’improvviso carica di dubbi e d’aspettative. Le a­spetta­ti­ve so­no la tomba della serenità, si disse, e si premurò di ri­fletterci a lungo con il padre, che doveva averne una qual­che esperienza».