Descrizione
«L’ambiente si tramuta in uno scrigno d’oro, ma è un oro che ha perduto la naturale lucentezza, soffocata dalle stesse pareti che, nel tentativo di preservarla, le hanno impedito di proiettarsi verso l’esterno, ma anche di far penetrare ciò che si trova al di fuori. Nella musicalità del valzer le pareti fungono da cassa di risonanza. È un ritmo che asseconda le volute degli stucchi e la circolarità delle ruote dei carri, rallenta i movimenti dei ballerini, che paiono passare in secondo piano quanto più il ritmo incalzi. Pure la struttura del palazzo, così come della carrozza, ricorda quella di un’arpa eolica, strumento che dall’antichità oltre ad essere funzionale alla musica, ha assunto connotazioni più complesse, legate all’ambito del divino».




